Quali e quanti sono i livelli della cache
1 Settembre 2022
Quando si parla di memoria in informatica, ci si riferisce alle parti di un computer in cui vengono salvati le informazioni, per una durata di tempo che puΓ² essere variabile. Tra le varie tipologie di memoria ce nβΓ¨ una in particolare che si occupa di memorizzare i dati utilizzati piΓΉ frequentemente dal processore, meglio conosciuto anche come CPU. Compito della CPU che Γ¨ quello di leggere le istruzioni e i dati della memoria ed eseguire le diverse istruzioni che vengono fornite dallβutente, nel minor tempo possibile per offrire unβesperienza ottimale. La cache funge da memoria volatile in questo processo, con il fine di velocizzare le operazioni e i calcoli della CPU stessa. Questo importantissimo componente ha anche una struttura particolare: Γ¨ suddiviso in due diversi livelli che hanno dei compiti specifici da svolgere. Vediamo insieme le funzioni specifiche di ogni parte, andando ad analizzare i diversi compiti che svolgono nel rendere sempre piΓΉ prestanti i nostri PC.Β

Suddivisione di una cache
Allβinterno di ogni computer, mobile o fisso che sia, troviamo integrata nel chip in silicio che contiene il processore, la cache di primo livello. Conosciuta come L1, essa permette lβaccesso in modo praticamente istantaneo alla memoria, essendo contenuta allβinterno del microprocessore. Caratteristiche che la rendono estremamente veloce e prestante. Allβinterno della scheda madre invece troviamo la cache esterna, da molti conosciuta come cache di secondo livello (L2), stavolta piΓΉ lenta rispetto alla prima. Alla base di tutti i sistemi di memoria cache troviamo comunque il principio di localizzazione, concetto che possiamo riassumere come: i riferimenti alla memoria in un breve intervallo di tempo tendono a βconcentrarsiβ attorno a un piccolo gruppo di indirizzi. Grazie a questo principio Γ¨ molto piΓΉ probabile che il contenuto di un indirizzo di memoria recentemente utilizzato venga riutilizzato anche dopo poco, portando un netto risparmio in termini di tempo. Indirizzo che viene quindi inserito nella cache. Quando cβΓ¨ bisogno di accedere ad un dato, da quel momento in poi viene prima consultata la cache per verificare che non si tratti di un comando giΓ conosciuto. Se viene trovato e definito come valido, viene direttamente usata la copia giΓ salvata nella cache e, viceversa, viene recuperato dalla memoria principale, e memorizzato nella cache, nel caso serva ancora in futuro.