Nell’era digitale, il diritto all’oblio ha assunto un’importanza cruciale nella protezione dei dati personali online. Questo concetto, che ha un impatto significativo sulla web reputation degli individui, consente alle persone di richiedere la rimozione di informazioni personali dai motori di ricerca come Google. La crescente attenzione verso la privacy digitale ha portato a una rivoluzione nel modo in cui gestiamo la nostra presenza online.

Questo articolo esplora il diritto all’oblio, concentrandosi in particolare su come si applica a Google. Esamineremo cos’è questo diritto, come esercitarlo, e i criteri utilizzati da Google per la deindicizzazione. Inoltre, analizzeremo il ruolo del Garante della privacy e l’influenza del Regolamento Europeo sulla Privacy in questo ambito. Alla fine, avrete una comprensione chiara di come proteggere la vostra identità digitale e gestire le informazioni personali nel vasto panorama di Internet.

Cos’è il diritto all’oblio

Definizione e origini

Il diritto all’oblio risponde all’esigenza di ogni individuo di far dimenticare la propria identità passata. Questo diritto si configura come una modalità attraverso cui si esprime il diritto all’identità personale, consentendo di obliare ciò che non si ritiene più parte della propria identità. In pratica, il diritto all’oblio permette di richiedere la rimozione di informazioni personali dalla pubblica circolazione.

Le radici di questo concetto affondano nel genoma stesso della privacy, nel “right to be left alone” concepito da Warren e Brandeis nel 1890. Inizialmente, il diritto all’oblio coincideva con la nascita del diritto alla privacy e alla riservatezza, riferendosi principalmente a dati fisici difficilmente accessibili, in un’era nota come “oscurità pratica”.

Con l’avvento del World Wide Web, dei social network e delle reti di comunicazione elettronica, il diritto all’oblio ha acquisito un significato più profondo e dirompente. Nel mondo digitale, caratterizzato dalla condivisione continua di contenuti, non si tratta solo di impedire la disponibilità di informazioni personali dalla fonte originaria, ma anche di eliminare le successive ripubblicazioni da parte di terzi.

Normativa europea

Il Regolamento generale europeo sulla protezione dei dati (GDPR) ha introdotto una normativa specifica sul diritto all’oblio. L’articolo 17 del GDPR stabilisce il “diritto alla cancellazione”, consentendo all’interessato di chiedere la rimozione dei propri dati personali in determinate circostanze.

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha svolto un ruolo cruciale nella definizione di questo diritto. Con una sentenza del 2014, ha chiarito che i gestori dei motori di ricerca sono responsabili del trattamento dei dati personali che compaiono nei risultati di ricerca e possono essere obbligati a rimuovere collegamenti a determinate pagine web.

Nel 2019, la Corte ha ulteriormente precisato la portata geografica del diritto all’oblio, stabilendo che si applica ai motori di ricerca con nomi di dominio associati agli Stati membri dell’Unione Europea, ma non necessariamente a livello mondiale.

Applicazione in Italia

In Italia, il diritto all’oblio ha fatto la sua comparsa nella giurisprudenza a partire dagli anni ’90. La Corte di Cassazione lo ha definito come il giusto interesse di una persona a non rimanere esposta indefinitamente ai danni che la reiterata pubblicazione di una notizia può arrecare al suo onore e alla sua reputazione.

L’applicazione del diritto all’oblio in Italia si basa sul bilanciamento tra il diritto alla riservatezza e il diritto di cronaca. Quando l’interesse pubblico a una notizia si affievolisce, prevale il diritto alla riservatezza dell’individuo coinvolto. Tuttavia, il diritto all’oblio non è applicabile se, per eventi sopravvenuti, il fatto precedente torna di attualità e rinasca un nuovo interesse pubblico all’informazione.

Il diritto all’oblio in Italia mira a favorire il reinserimento sociale dell’individuo, consentendogli di tornare alla società civile senza il peso di informazioni passate che potrebbero pregiudicare la sua reputazione attuale.

Diritto all'Oblio

Come esercitare il diritto all’oblio su Google

Per esercitare il diritto all’oblio su Google, gli individui hanno a disposizione un processo specifico. Questo processo consente di richiedere la rimozione di informazioni personali dai risultati di ricerca di Google, in conformità con le leggi sulla protezione dei dati europee.

Modulo di richiesta

Google mette a disposizione un modulo web specifico per presentare una richiesta di rimozione delle informazioni personali. Per utilizzare questo modulo, l’interessato deve seguire questi passaggi:

  1. Selezionare “Ricerca Google” come canale dal quale si desidera rimuovere il contenuto.
  2. Scegliere l’opzione “vorrei rimuovere le mie informazioni personali dai risultati di ricerca di Google”.
  3. Selezionare “voglio presentare una richiesta di rimozione di informazioni ai sensi delle leggi europee per la protezione dei dati (Diritto all’oblio)”.
  4. Compilare il modulo con i dati personali richiesti.

Informazioni necessarie

Per presentare una richiesta valida, è necessario fornire le seguenti informazioni:

  1. Gli URL specifici dei contenuti che si desidera deindicizzare.
  2. Una descrizione di come il contenuto è correlato all’interessato e perché dovrebbe essere rimosso dai risultati di ricerca di Google.
  3. La query di ricerca per la quale si desidera la deindicizzazione del contenuto, solitamente il nome completo dell’interessato.
  4. Un indirizzo email per essere contattati.

È importante notare che la rimozione riguarda la deindicizzazione dei risultati di ricerca e non la cancellazione delle informazioni dai siti web originali.

Processo di valutazione

Una volta presentata la richiesta, Google avvia un processo di valutazione:

  1. Revisori professionali esaminano manualmente ogni richiesta.
  2. Viene considerato se e come le informazioni possano essere di interesse pubblico.
  3. L’interesse pubblico viene bilanciato con i diritti dell’individuo secondo le leggi sulla protezione dei dati applicabili.
  4. Per effettuare questa valutazione, Google si basa su diverse fonti, tra cui le linee guida sviluppate dalle autorità europee per la protezione dei dati e la giurisprudenza della Corte di Giustizia europea.

È importante sottolineare che Google ha la facoltà di accogliere o rigettare le richieste. In caso di rigetto, l’interessato può rivolgersi all’autorità nazionale per la protezione dei dati personali o all’autorità giudiziaria.

Per rivendicare il proprio diritto all’oblio, gli individui possono contattare gli Avvocati di Cyber Lex e richiedere assistenza per cancellare i propri dati da Google.

Criteri di Google per la deindicizzazione

Google ha stabilito criteri specifici per valutare le richieste di deindicizzazione, bilanciando il diritto alla privacy degli individui con l’interesse pubblico all’informazione. Questi criteri si basano su linee guida sviluppate dalle autorità europee per la protezione dei dati e sulla giurisprudenza della Corte di Giustizia europea.

Ruolo nella vita pubblica

Il ruolo di una persona nella vita pubblica è un fattore determinante nel processo di valutazione. Google considera se l’individuo ha un ruolo significativo nella società che potrebbe giustificare l’interesse pubblico alle informazioni. Questo criterio si applica in particolare a figure pubbliche, politici o individui con posizioni di rilievo nella comunità.

Natura delle informazioni

La natura delle informazioni è un altro aspetto cruciale che Google esamina. L’azienda ha delineato categorie specifiche di contenuti che possono essere rimossi dai risultati di ricerca:

  1. Immagini personali esplicite o intime
  2. Pornografia falsa involontaria
  3. Contenuti sessuali irrilevanti associati al nome di una persona
  4. Informazioni personali identificabili (PII) o contenuti di doxxing
  5. Contenuti su siti web con pratiche di rimozione abusive
  6. Immagini di minori (non esplicite)

Google valuta attentamente se le informazioni sono obsolete o non più rilevanti. Il periodo di conservazione dei dati è un fattore importante in questa analisi, poiché spesso si tratta di stabilire se le informazioni siano ancora attuali o abbiano perso la loro rilevanza nel tempo.

Interesse pubblico

L’interesse pubblico è un elemento fondamentale nel bilanciamento tra il diritto alla privacy e il diritto all’informazione. Google considera se le informazioni hanno un valore significativo per il pubblico, tenendo conto di vari fattori:

  1. La situazione dell’interessato, ad esempio se i risultati di ricerca potrebbero ostacolare la ricerca di un impiego o mettere a rischio la reputazione.
  2. L’importanza delle informazioni per il dibattito pubblico o per la comprensione di questioni di rilevanza sociale.
  3. La necessità di preservare la memoria storica e il diritto di cronaca.

È importante notare che la deindicizzazione non comporta la cancellazione completa delle informazioni dall’indice dei motori di ricerca. L’effetto si limita all’eliminazione di alcuni risultati dalla pagina dei risultati ottenuta quando si inserisce un nome specifico come criterio di ricerca.

Google valuta ogni richiesta individualmente, considerando il contesto e l’equilibrio tra privacy e interesse pubblico. Per rivendicare il proprio diritto all’oblio, gli individui possono contattare gli Avvocati di Cyber Lex e richiedere assistenza per cancellare i propri dati da Google.

Il diritto all’oblio rappresenta un aspetto cruciale della tutela della privacy nell’era digitale, con un’influenza significativa sulla reputazione online degli individui. Questo diritto consente alle persone di richiedere la rimozione di informazioni personali dai motori di ricerca come Google, bilanciando la necessità di proteggere la privacy con l’interesse pubblico all’informazione. L’applicazione di questo diritto coinvolge un processo di valutazione complesso, che tiene conto di fattori come il ruolo dell’individuo nella vita pubblica, la natura delle informazioni e la loro rilevanza attuale.

In definitiva, il diritto all’oblio è uno strumento essenziale per gestire la propria identità digitale in un mondo sempre più interconnesso. Mentre offre agli individui la possibilità di controllare la propria presenza online, richiede anche una valutazione attenta per garantire che l’interesse pubblico non venga compromesso. Per chi cerca assistenza in questo ambito, gli Avvocati di Cyber Lex possono offrire supporto prezioso per cancellare i propri dati da Google. Contatta Cyber Lex al numero 06 3975 4846 per esplorare le tue opzioni e proteggere la tua privacy online.

FAQs

1. Come posso richiedere a Google la rimozione di contenuti?
Per richiedere la deindicizzazione di contenuti su Google, è consigliabile inizialmente contattare il proprietario o il gestore del sito web che ospita i contenuti, spiegando la propria identità e le ragioni per cui si richiede la rimozione del contenuto.

2. Cosa si intende per “diritto all’oblio”?
Il diritto all’oblio è inteso come il diritto alla cancellazione dei propri dati personali in maniera definitiva e rafforzata.

3. Come si può esercitare il diritto all’oblio su internet?
Per esercitare il diritto all’oblio, è possibile:

  • Inviare una richiesta informale direttamente alla fonte che ha diffuso le informazioni.
  • Presentare un reclamo al Garante per la protezione dei dati personali.
  • Fare ricorso in tribunale, rivolgendosi a un giudice ordinario.